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Verbania

Il comune venne istituito nella prima metà del XX secolo durante il Fascismo: nel 1927 Arizzano, Trobaso e Zoverallo vennero aggregati a Intra, mentre Cavandone e Suna vennero aggregati a Pallanza. Nell'aprile del 1939 vennero uniti i due comuni di Intra e Pallanza. Fino ad allora il nome Verbania era comunque rimasto legato a quest'area, pur senza avere una connotazione precisa. Il nome deriva da quello del Lago Maggiore, che si chiama anche Verbano. A Verbania ci sono molte chiese, tra cui ricordiamo: l'Oratorio di San Remigio, dichiarato monumento nazionale nel 1908 è un oratorio in stile romanico situato in cima al promontorio della Castagnola che risale alla prima metà del XI secolo e XII secolo. A questo nel XIV secolo è stato aggiunto un portico. Nell'interno si trovano alcuni affreschi, il più antico dei quali (risalente al XI secolo) ritrae una figura inginocchiata (probabilmente raffigurante Riprando, vescovo di Novara) affiancata da due arcangeli (Gabriele e Michele) di fronte ad un Cristo benedicente. La seconda abside contiene due affreschi di autori differenti, uno raffigurante Cristo con gli apostoli ed il secondo rappresentante i mesi dell'anno. Chiesa di Madonna di Campagna, riconosciuta monumento nazionale, è una chiesa in stile rinascimentale progettata nella prima metà del XVI secolo in luogo di un preesistente edificio romanico, di cui è rimasto solo il campanile, situata tra Pallanza ed Intra. È suddivisa in tre navate e contiene affreschi risalenti alla fine del XVI secolo, alcune tele dipinte da Camillo Procaccini (1596), una fonte battesimale ed un coro ligneo risalenti al 1582. Basilica di San Vittore: situata nel centro storico di Intra, la Basilica ha assunto la funzione di chiesa principale della città dalla proclamazione di San Vittore come patrono di Verbania (1992), celebrazione che si conclude con la processione e la suggestiva cerimonia della benedizione del Lago. A Verbania, inoltre, si trovano i bellissimi giardini botanici di Villa Taranto, tra Pallanza e Intra. Realizzati dal capitano scozzese Neil McEacharn che nel 1931 acquistò un terreno di proprietà della Marchesa di Sant'Elia per poter realizzare un giardino all'inglese in terra italiana. Vennero importate da tutto il mondo decine di esemplari botanici, fino al completamento dei lavori nel 1940. I giardini ricevettero il nome di Villa Taranto in memoria di un antenato del capitano McEacharn; il Maresciallo McDonald che era stato nominato duca di Taranto da Napoleone. I giardini comprendono esemplari di circa 1.000 piante e circa 20.000 varietà e specie di interesse botanico. Allo scoppio della seconda guerra mondiale il capitano cedette la proprietà dei giardini allo stato italiano a condizione che la gestione rimanesse privata. Attualmente la Villa all'interno dei giardini è sede della prefettura della Provincia e non è visitabile, mentre il parco è aperto al pubblico.

 

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